Eremo di san Venanzio – Acquedotto delle Uccole – Raiano

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Eremo di San Venanzio nella suggestiva Valle dell’Aterno percorsa dall’antico Acquedotto delle Uccole: la natura selvaggia fusa magistralmente con l’opera dell’uomo.

 




Tra la vegetazione folta dei monti Urano e Mentino, il fiume Aterno ha scavato una Valle che per la sua natura selvaggia è arrivata intatta ai nostri giorni.

L’ Eremo di San Venanzio si trova immerso in questa cornice tra le pareti a strapiombo, i salti del fiume, le gole scavate tra le rocce di cui è parte viva.

Lungo la strada per arrivare all’Eremo troviamo tre edicole che la tradizione popolare vuole rappresentino tre luoghi sacri toccati da San Venanzio e dove si sono compiuti dei miracoli: l’impronta del cranio, del volto e del piede impresse nella pietra.

In alto invece una parete a picco custodisce la Crocetta dove il santo si recava in meditazione, oggi l’accesso è quasi impossibile.

L’ Eremo di San Venanzio si posa su due rocce unite tra loro da un doppio sistema di archi che nascono proprio dalla roccia stessa. La pianta è rettangolare coperta con volta a botte.

All’interno ci sono degli affreschi cinquecenteschi che hanno subito un attento restauro conservativo pochi anni fa. Superata la parte dell’edificio che si trova sospesa sul fiume, mediante una scalinata si accede alla Cappella delle sette Marie.

Nella Cappella delle sette Marie c’è l’opera più bella che l’Eremo conserva: il Compianto Cinquecentesco. Diciassette figure di terracotta policroma disposte in modo da rappresentare Gesù in primo piano avvolto dal sudario le donne che lo piangono e gli uomini accanto a loro.

In fondo al corridoio ci si trova nel loggiato sospeso sulla gola del fiume al di sotto del quale, all’interno della roccia, è custodito il rifugio del Santo. Nel rifugio una pietra reca l’impronta di San Venanzio conservata nei secoli ed i fedeli ci si stendono sopra per avere benefici per la propria salute, così come sulla pietra che si trova lateralmente conosciuta come la sedia di papa Celestino V.

Dalla parte opposta si imbocca la Scala Santa che un tempo era l’unico collegamento tra la zona superiore e quella inferiore, per ritrovarsi davanti all’altare maggiore.

Una volta fuori ci si rende conto davvero di come in questo luogo magico d’Abruzzo, la natura, l’uomo e lo spirito siano fusi insieme in modo perfetto.

Poco distante con una bella passeggiata tra i boschi e le passerelle che attraversano il fiume, si raggiunge il vecchio Mulino.

All’uscita della gola l’acqua prende vigore permettendo alle macine di girare: per questo il Mulino è stato anticamente costruito in questo punto. Oggi è un monumento a ricordo dell’attività della civiltà rurale antica della regione. Tra ciò che ne rimane sono ancora visibili: il canale di adduzione, la vasca di contenimento dell’acqua, un sistema di archi a livello del fiume che definisce tre spazi rettangolari affiancati e coperti a volta, la muratura perimetrale e i resti di una scala di ingresso in pietra squadrata e roccia.

Per circa quattro chilometri, lungo le pareti delle Gole di San Venanzio si può percorrere la più imponente e antica opera idraulica d’Abruzzo: l’Acquedotto delle Uccole.

Scavato dai romani circa 2000 anni fa, oggi è un percorso storico archeologico che parte dal borgodi Raiano. Il percorso si sviluppa tra la roccia viva dove si vede la traccia lasciata dall’erosione dell’acqua, le strutture di contenimento realizzate a mattoncini e attraverso le “Uccole” che sono dei fori nella parete rocciosa, ci si può infilare all’interno e capire come questa opera dell’uomo possa aver permesso l’irrigazione di tutta la pianura.

Il vicino borgo di Raiano offre ospitalità con eventi, rassegne e con i prodotti della buona tavola abruzzese. Prodotti tipici classici dell’aquilano come lo zafferano, la farina di solina antichissima, si sposano con piatti di pesce e carne conditi con l’olio evo pregiato di Raiano.

Eventi e Tradizioni

Sagra delle ciliegie prima settimana di giugno, una festa popolare che ogni anno vede la partecipazione di tanta gente che viene di proposito a Raiano.
Raiano Unplugged “Mille e un’arte” nel borgo antico ad agosto,
performer, arte visiva, musica, artisti di strada, giochi della tradizione e punti degustativi, un festival delle arti nel suggestivo percorso del centro storico Sant’Antonio a Raiano.

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