natale montesilvano

Natale : il Presepe dei ricordi – Montesilvano

pubblicato in: Natale | 1




Natale – L’atmosfera festosa lascia spazio al ricordo di una Montesilvano più piccola, calda e amata dai suoi cittadini che pur di abbellirla le regalavano il proprio tempo senza elemosinare l’aiuto di nessuno.


Il simbolo del Natale montesilvanese quando ero piccolina era un presepe che alcuni cittadini avevano realizzato e curavano con passione nella Chiesetta attigua alla Piazzetta Trisi.

Era incantevole. Io personalmente lo ricordo già avanti nel tempo e ricordo che quando entravi restavi senza parole.
Per raccogliere informazioni ho contattato un amico, Maurizio Tocco perchè il suo papà Romolo Tocco è stato l’ideatore del presepe, nato un pò come sta accadendo oggi con la casa di Babbo Natale, nella sua abitazione.

Mi ha detto:”Papà aveva una passione incredibile, gli brillavano gli occhi perché era la sua opera. Lui metteva amore in tutto quello che faceva..”.

Romolo era una persona buona che credeva nei valori, educato e rispettoso. Il presepe a casa sua era stato realizzato con metodi ingegnosi, usava il motore di una lavatrice vecchia per fare il passaggio dalla notte al giorno con le stelle. La gente lo visitava per tutto il periodo natalizio.

Con il tempo si decise di spostarlo nella chiesetta e pian piano prese forma. Ogni anno veniva aggiunto qualche elemento, la stella cometa che attraversava tutta la calotta, l’asinello che faceva ruotare una macina, il focolare che ardeva, l’acqua che scorreva da un monte per poi arrivare al mare e le stelle che si accendevano a notte fonda, le statue della Madonna, San Giuseppe e il bambin Gesù a grandezza naturale.

Pian piano coinvolse sempre più persone. La parte elettrica passò nelle mani di Ferdinando Trave.
Ernina, sua figlia, mi ha aperto il cassetto dei ricordi raccontandomi che il presepe veniva pensato già mesi prima, verso Agosto-Settembre, ma la sua realizzazione avveniva nel periodo Ottobre-Novembre.

Ha continuato Ernina:” Si lavorava solo nel dopo cena fino a mezzanotte perché Salvatore Della Valle, D’Atri Concezio, Giuseppe Castagna e tanti altri, nelle ore antimeridiane e pomeridiane lavoravano. Mio padre, in particolare si occupava della parte elettrica, quindi dell’alternanza giorno-notte con le bellissime fasi dell’alba e del tramonto.Tutti gli ingranaggi avevano un circolo rotatorio ed erano sistemati nella parte posteriore dell’edificio a cui si accedeva tramite una seconda porta”.

Una frase mi ha colpita nel racconto di Ernina, una frase che mi ha fatto pensare allo spirito di sacrificio di queste persone che erano sempre pronte ad intervenire e ad aiutarsi l’un l’altro.

Lei mi ha detto: ” Ricordo che, a volte, qualche ingranaggio si bloccava, “la cometa rimaneva ferma” o “il sole non sorgeva” quindi arrivava qualcuno a suonare il campanello, magari durante la cena o il pranzo e mio padre correva per riattivare il meccanismo”.

La struttura dell’edificio fu in seguito completamente rivestita di carta da pacco lavorata in modo da sembrare una grotta. Il rumore dell’acqua che scorre ancora riecheggia nella mia mente come il profumo del muschio, il colore del mare e del tramonto.

Su questo spettacolo è sceso il sipario nel 2005 perchè come dice Maurizio “i buoni se ne sono andati”, della generazione del fare, fare, fare restano le azioni a ricordarci il valore dell’amicizia e della collaborazione senza secondi fini, azioni che ci ricordano quanto sia importante un tessuto sociale attivo e propositivo.
Le immagini che corredano l’articolo sono di Maurizio Tocco ed Ernina Trave che ringrazio col cuore per la collaborazione.

In collaborazione con: IL SORPASSO http://ilsorpassomts.com/   





Questo slideshow richiede JavaScript.

  1. Vincenzo di blasio

    Era un capolavoro per quei tempi in quanto non vi era la tecnologia che abbiamo adesso che per creare movimenti era tutto un lavoro certosino e mastro Trave era un artista, rimanevo per delle ore a contemplarlo.😂

Conosci il posto?