52 gallerie

La strada delle 52 gallerie – Monte Pasubio

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Strada delle 52 gallerie, una delle strade più pericolose al mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla sicurezza stradale.




La Strada delle 52 gallerie è un percorso che risale alla prima guerra mondiale quando italiani e austroungarici si affrontavano tra neve e strapiombi in quella che fu definita la Guerra bianca.

Si trova a 50 km da Vicenza nella Valle del Pasubio, ai piedi del Passo di Xomo.

All’epoca l’unica strada percorribile, vedeva in posizione svantaggiata, perchè più bassa ed esposta, gli italiani. Per questo motivo si pensò di costruire un percorso che potesse evitare il dimezzamento della truppa. I lavori furono studiati ed eseguiti da un ragazzo di diciannove anni che studiava matematica: Ugo Cassina. Iniziarono a febbraio del 1917 e furono completati a dicembre 2017: solo nove mesi per costruire un capolavoro, al termine del quale durante il collaudo lo stesso ideatore esclamò:”I muri passano”.

La strada, lunga sei chilometri e mezzo, ne conta circa due al coperto in gallerie scavate a mano nella roccia su un dislivello di circa 800 mt.. Ben 52 gallerie larghe due metri e mezzo. Una di esse è a chiocciola su più piani. La strada veniva utilizzata come rifugio per la comunicazione e il passaggio di rifornimenti per la prima linea di combattimento.

La strada delle 52 gallerie è una delle strade più pericolose al mondo per questo può essere percorsa esclusivamente a piedi, all’epoca si utilizzavano i muli per le merci. La pendenza in alcuni tratti è ben marcata e soprattutto lo spazio di camminamento non è sicuramente ben agibile data la profondità ridotta.

Il percorso si origina a Bocchetta Campiglia dove un monumento ne indica l’accesso.

Dopo pochi metri appare la prima delle gallerie che già offre una vista incantevole su tutta la valle. Le prime gallerie sono a distanza ravvicinata mentre per arrivare a quelle centrali la strada è stretta costeggaiata da strapiombi incredibili da dove si vedono le rocce sottostanti.

Lungo il percorso si trovano tante specie floreali tipiche delle zone montane, tra le più particolari, la stella alpina e il fiore di roccia.

Tantissime le specie animali che abitano questo luogo incontaminato.

Salendo in quota, nelle gallerie si possono trovare giganti stalattiti ed il pavimento ghiaioso è reso scivoloso dall’umidità e dal freddo.

Molto particolare una delle grotte è scavata in modo elicoidale e si risale per ben sei piani.

Interessante anche il Museo della prima armata a cielo aperto e i vari attrezzi militari che si trovano durante il percorso.

Essi testimoniano l’impegno dei nostri avi per difendere il proprio territorio impegno che sfociava spesso in atti di eroismo.

Nei pressi si può visitare un luogo spiritualmente rilevante: il Cimitero italiano della brigata Liguria “Di qui non si passa” costruito nel 1917. Nei pressi, l’Arco romano, impreziosisce insieme all’Ossario il luogo dove riposano gli alpini della “Guerra Bianca”.

Il paesaggio è silenzioso e immenso, regala emozioni indimenticabili soprattutto quando le nuvole riempiono i vuoti delle quote più basse e danno l’idea di essere davvero pochi metri sopra il cielo.

L’attrezzatura necessaria è quella da trekking, bisogna dotarsi di la torcia da testa perchè alcune gallerie sono buie. Alla fine del percorso ci si può rifocillare al Rifugio Papa dove è possibile gustare i piatti tipici della Valle del Pasubio: “gnocchi di Posina ai fregoloti di Terragnolo”, “conejo alla valleogrina” e il tortino di mais con la tipica sopressa.

 

Nel video una parte della puntata di Voyager del 28/08/2017

 

 




 

 

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