parco del Gran Bosco

Parco del Gran Bosco di Salbertrand

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Parco del gran bosco di Salbertrand un paradiso a 30 minuti da Torino.

Il Parco del Gran Bosco di Salbertrand è un’ area protetta che si estende sulla destra della Val di Susa (Alpi Cozie Settentrionali), dai 1000 metri slm ai 2600 dello spartiacque. E’ stata istituita a Parco nel 1980 principalmente per proteggere la rigogliosa vegetazione ed in particolare le pregiate abetine e gli estesi larici-cembreti. E’ occupata per il 70% da boschi, e per il rimanente 30% da pascoli e praterie di alta quota.

Le oltre 600 specie vegetali censite creano una varietà di ambienti con una fauna anch’essa particolarmente ricca di circa 70 specie di uccelli nidificanti, e 21 specie di mammiferi, tra le quali dominano cervi, caprioli e camosci. Di rilievo la presenza del Lupo.

Dei tanti percorsi consigliamo il Percorso Ecomuseale (la piantina del parco in fondo all’articolo)

Tra il paese di Salbertrand e il Parco del Gran Bosco, si snoda un itinerario ad anello di circa 7 km (tempo di percorrenza 2 ore circa) che va a toccare strutture e antichi edifici testimonianza della religiosità e della cultura materiale della comunità di Salbertrand e dell’intera Valle dell’Alta Dora.Il mulino idraulico, il forno comunitario, la ghiacciaia ottocentesca, la carbonaia, i ruderi di vecchie calcare, il cantiere forestale, la Parrocchiale e i suoi tesori, la cappella affrescata dell’Annunciazione, il sito dedicato al Glorioso rimpatrio dei Valdesi raccontano secoli di storia e di sfruttamento delle risorse del territorio e costituiscono punti dimostrativi di attività produttive effettuate con tecniche tradizionali.

Mulino idraulico 
L’antico mulino, testimonia 800 anni di storia di sfruttamento dell’acqua, dai diritti feudali di molitura alla nascita dell’Azienda Elettrica Municipale e ospita al suo interno tre distinti impianti: una pista in monoblocco di pietra in cui veniva effettuata la sfibratura della canapa e la lavorazione di vari tipi di semi (di prugnolo di Briançon, nocciola, noce, pinoli, canapa…) per la produzione di olio alimentare e per illuminazione

Forno comunitario 

L’antico forno a legna della frazione Oulme costituisce per la comunità, oggi come nei secoli passati, un luogo d’incontro e aggregazione.

Ghiacciaia ottocentesca 

Il freddo sfruttato come risorsa economica. L’edificio con spessi muri in pietra, interrato e ricoperto da alberi con funzione ombreggiante, costituisce l’ultimo esempio di ghiacciaia ottocentesca piemontese ancora integra.
Il ghiaccio prodotto in inverno nell’attiguo laghetto artificiale, venivaconservato fino all’estate, per poi essere caricato sui carri, ricoperto di sacchi di juta bagnati, e trasportato fino ai mercati di Torino e Briançon.
La stagionalità del lavoro (complementare a quello agricolo), rendeva l’attività di estrazione e conservazione del ghiaccio un’importante risorsa economica per i montanari.

Carbonaia

Il sito descrive le varie fasi di allestimento in bosco di una carbonaia, dalla preparazione del legname alla distillazione del carbone. Una produzione praticata ovunque ci fossero difficoltà di trasporto, rimasta pressoché immutata dall’antichità alla sua recente scomparsa.
Un’alchimia cui restano legati miti e leggende.

Calcara

La fabbricazione della calce a partire da pietra calcarea e legname costituisce una tecnica tradizionale di lavorazione che si è conservata sino alla recente introduzione del cemento.
Nei pressi della carbonaia e lungo il primo tratto del sentiero dei Franchi che da Salbertrand conduce verso la frazione Gad di Oulx sono visibili le tracce di antiche fornaci per la calce.


Presso il Ponte di Chenebiere è posizionato un cippo che commemora una battaglia tra valdesi e esercito franco-piemontese che si è rivelata determinante per la storia della comunità valdese. Qui passa un itinerario storico culturale, realizzato in occasione delle Olimpiadi 2006 dal Gal Escarton e Valli Valdesi denominato “Le strade dei Valdesi – il Glorioso Rimpatrio“. Esso ripercorre il lungo cammino di 1000 uomini, partiti dal Lago di Ginevra il 17 agosto 1689, tre anni dopo l’esilio forzato a seguito della revoca dell’Editto di Nantes, alla volta delle Valli piemontesi d’origine.

Prodotti

Tra le finalità istitutive del Parco del Gran Bosco, oltre alla tutela e conservazione del territorio, rientrano la promozione e qualificazione delle condizioni di vita delle popolazioni locali e la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali.
Ogni estate, centinaia di capi bovini e ovini monticano negli alpeggi e utilizzano i pascoli d’alta quota nel territorio del Parco (Randuin, le Selle, Seu, Laune, Arguel e Assietta) dove si producono burro e tome destinate alla stagionatura. Da anni inoltre l’Ente Parco è direttamente impegnato nella produzione biologica di patate di montagna ed incentiva la sperimentazione e la successiva produzione di estremo livello qualitativo di miele di alta quota.
Tra i Comuni del Parco, inoltre, Chiomonte ed Exilles, ospitano sui versanti solatii vigneti tra i più alti d’Europa, importanti esempi di valorizzazione e rivalutazione ambientale. Sui terrazzamenti sottratti con sudore alla montagna, vengono coltivati rari vitigni autoctoni e si producono vini dalle peculiari caratteristiche compositive ed organolettiche tra cui il Valsusa DOC e il rinomato Vino del ghiaccio.

I Comuni del Parco

Il Parco  del Gran Bosco di Salbertrand si estende per 3775 ha, dai 1000 m del fondovalle ai 2600 dello spartiacque con la Val Chisone, sui comuni di Chiomonte, Exilles, Oulx, Salbertrand, Sauze d’Oulx, Pragelato, Usseaux. Moderne località turistiche si alternano a tradizionali borghi montani, dove la natura è ancora autentica ed è tangibile la secolare presenza dell’uomo.

EVENTI & TRADIZIONI

Il Pane del Pellegrino

Alla fontana monumentale nel centro di Salbertrand.
In occasione della Festa patronale di San Giovanni Battista, una visita teatrale inedita che si svolgerà presso lo storico Hotel Dieu di Salbertrand, lungo la Strada di Francia, antico luogo di accoglienza di pellegrini, poveri e bisognosi, che, grazie al progetto ecomuseale riapre le sue porte per tornare ad essere, dopo più di duecento anni, punto di riferimento per la Comunità, il Territorio, Turisti, Viaggiatori e moderni Pellegrini. Storie di pane, cotto nel vicino forno, e di viandanti s’intrecceranno nel magnifico contesto storico, artistico e architettonico dell’Hotel Dieu con l’antistante fontana cinquecentesca.

Come arrivare in auto al  Parco del gran bosco

Da Torino: raggiungere l’Alta Valle di Susa attraverso le SS.SS. 24 e 25 o l’Autostrada A32 (uscite Susa o Oulx) fino ai seguenti Accessi:

Da Susa e Chiomonte:
raggiungere la località Pian del Frais, proseguire per Via Clot Rosset sino a raggiungere la strada sterrata che ci porterà in località Gran Comba, ingresso del Parco, dove sarà possibile lasciare gli automezzi; oppure, sempre dal Pian del Frais, proseguire lungo Via Arguel per arrivare all’omonimo Alpeggio (m. 1961) da dove, proseguendo a piedi, si entrerà nel Parco.

Da Exilles:
lasciata la S.S. 24 del Monginevro, attraversare il caratteristico abitato, (si consiglia una breve visita), per giungere dopo 500 metri al bivio sulla sinistra per Champbons e proseguire su sterrata che si inerpica con numerosi tornanti fino alla borgata Sapè (m. 1187 ca.).

Da Salbertrand:
dalla S.S. 24 del Monginevro seguire le indicazioni stradali per giungere dopo 800 metri circa all’area attrezzata Pinea (m. 1050 ca.) con parcheggio per le autovetture. Salbertrand è inoltre raggiungibile con la ferrovia (linea Torino – Modane) o con autolinea (SAPAV Torino – Briançon).

Da Sauze d’Oulx:
giunti a Sauze dalla strada provinciale che vi sale da Oulx, proseguire fino alla borgata Gran Villard, per raggiungere l’abitato di Monfol, dove termina la strada asfaltata. E’ possibile percorrere in automobile ancora 700 metri ca., raggiungendo il parcheggio e l’area attrezzata di Serre Blanche (m. 1700 ca.).
In alternativa raggiungere via Clotes e proseguire sulla strada per Sportinia, svoltare per le Case Enfer, per raggiungere poco dopo il confine del Parco (m. 1850 ca.).

Dalla strada dell’Assietta: 
questa strada sterrata di alta montagna, che collega Sestriere con il Colle delle Finestre cavalcando lo spartiacque tra le Valli di Susa e Chisone a m.2400 ca., corre lungo il confine superiore del Parco, incontrando vari sentieri che scendono nell’Area Protetta. La strada dell’Assietta può essere raggiunta anche dalla Val Chisone salendo per Usseaux, Balboutet e Pian dell’Alpe.

DISCLAIMER Contenuti & Immagini

La piantina del parco gran bosco di Salbertrand qui

Regolamento di fruizione del parco gran bosco di Salbertrand qui

 E ora…. buona passeggiata

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